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Di: Robert Dilts
Secondo appuntamento con l'analisi condotta da Robert Dilts sulle strategie di pensiero e creatività dei grandi geni dell'umanità . Dopo Albert Einstein è la volta di Leonardo da Vinci.
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Nessuno rappresenta quanto Leonardo da Vinci lo spirito e le conquiste del Rinascimento. Artista, scienziato, inventore, architetto e musicista: i voluminosi appunti di Leonardo coprono argomenti che vanno dall'anatomia all'astronomia al volo umano.
Secondo la Programmazione Neurolinguistica (PNL), un nuovo modello psicologico, la fonte dell'incredibile creatività di Leonardo risiedeva nella sua mente e nelle strategie mentali che egli utilizzava per organizzare la percezione sensoriale del mondo che lo circondava. La PNL studia come le persone creative e di successo usano le funzioni mentali basilari della vista, dell'udito, del tatto, dell'odorato mentre stanno pensando. Identificando le strutture cognitive implicite di geni come Leonardo possiamo rendere i processi ed i risultati della genialità più accessibili a noi stessi ed agli altri.
Usando la PNL per esaminare i quaderni di Leonardo, possiamo ottenere alcune preziose indicazioni sui suoi processi mentali. Per esempio, viste le sue capacità di artista e di osservatore, non è sorprendente constatare come Leonardo fosse prima di tutto un pensatore visivo. Egli scrive: "L'occhio, che viene definito lo specchio dell'anima, è il mezzo principale attraverso cui la comprensione può, nella maniera più completa ed abbondante, apprezzare le infinite opere della natura; e l'orecchio è il secondo, dato che esso acquisisce la sua importanza dal fatto che sente le cose che sono state viste dagli occhi. Se tu storico, o poeta, o matematico non hai mai visto le cose, non sarai in grado che di descriverle malamente nei tuoi scritti. E se tu, o poeta, rappresenti una storia descrivendola con la tua penna, il pittore con il suo pennello la renderà così com'è più facilmente, in maniera più soddisfacente e meno noiosa da comprendere... Scrivi in qualunque luogo il nome di Dio e collocagli di fronte la Sua immagine, vedrai quale delle due ispira la maggiore venerazione! Dal momento che la pittura abbraccia in sé tutte le forme, non hai tralasciato nulla se non i nomi, e questi non sono universali come le forme. Se tu hai i risultati dei suoi processi, noi abbiamo i processi dei suoi risultati". MS. 2038 Bib. Nat. 19 r e v (*)
Leonardo esprime una chiara preferenza per il sistema visivo nel suo pensiero e tralascia del tutto il senso del gusto, del tatto e dell'odorato. Come per molti altri geni creativi (Albert Einstein, per esempio), il linguaggio assume un ruolo secondario per Leonardo. Viene visto come un modo per nominare e descrivere le scoperte, non per farne di nuove.
Naturalmente le straordinarie abilità scientifiche ed artistiche di Leonardo non derivano soltanto dal fatto che egli fosse un abile osservatore visivo. Alcune altre indicazioni sul suo processo creativo ci sono fornite da argomentazioni come questa: "Un modo per stimolare e muovere la mente verso varie invenzioni. Non mi asterrò dal fissare tra questi precetti un nuovo stratagemma, nella considerazione che, sebbene possa sembrare superficiale e quasi ridicolo, è nondimeno di grande utilità nel dirigere la mente verso nuove invenzioni. E questo è il fatto che se guardate un qualsiasi muro con macchie di vari colori o con una mistura di diversi tipi di pietre, se siete sul punto di creare delle scene, sarete in grado di scorgere in esso una somiglianza con diversi paesaggi adornati da montagne, fiumi, rocce, alberi, pianure, ampie vallate e vari gruppi di colline. Sarete anche in grado di vedere diverse battaglie e figure in rapido movimento, e strane espressioni sui visi, e costumi bizzarri, ed un numero infinito di cose che voi potrete quindi ridurre in forme diverse e ben definite. Con questi muri e mescolanze di diverse pietre succede più o meno come con il suono delle campane, nel cui risuonare puoi scoprire ogni nome o parola tu possa immaginare". MS. 2038 Bib. Nat. 22v (*)
Come lo stesso Leonardo sottolinea, questo esercizio mentale, apparentemente banale o inutile, può essere molto importante. Qui egli descrive un modo di coltivare e rinforzare un processo di sovrapposizione temporale, o "sinestesia" che connette esperienze visive esterne con immagini interne costruite (Ve -> Vc). L'apparentemente illimitata abilità scientifica ed artistica di Leonardo non era semplicemente una funzione della sua abilità di guardare le cose attorno a lui, ma piuttosto di creare rappresentazioni delle stesse. Egli stesso asserì che la "facoltà dell'immaginazione è sia guida che freno per i sensi" (Fogli B.2 v.)
Se spostiamo il contenuto del processo di stimolo dell'immaginazione Ve -> Vc dal guardare i muri all'osservare gli uccelli in volo, possiamo capire come quest'abitudine di pensiero possa installare un prezioso processo inconscio che, una volta allenato, può continuare a produrre risultati utili. Tuttavia questo processo non spiega ancora l'attrattiva estetica esercitata da Leonardo. La Monna Lisa, per esempio, è ancora oggi probabilmente il più famoso ed ammirato ritratto al mondo. La sua attrattiva universale deriva da un qualche mistico, non riproducibile talento? O deriva dal fatto che (come postulò Sigmund Freud) è una rappresentazione emozionale della memoria repressa di sua madre, dalla quale fu separato durante l'infanzia? O piuttosto è il risultato di una strategia cognitiva che può essere imparata e perfino insegnata agli studenti di arte? Un'affascinante prova a supporto della convinzione della PNL che il genio di Leonardo fosse una funzione delle sue strategie di organizzazione mentale è la descrizione seguente, tratta da uno dei suoi quaderni: "Della scelta di visi affascinanti. Mi pare non sia una piccola grazia in un pittore la capacità di dare un aspetto piacevole alle sue figure, e che chiunque non sia naturalmente dotato di questa grazia la può acquisire attraverso lo studio, come gli si offre l'occasione, nella maniera seguente. Stai attento a prendere i tratti migliori di molti visi belli dei quali la bellezza è riconosciuta dal giudizio generale piuttosto che dal tuo giudizio personale, per conto tuo potresti facilmente ingannarti scegliendo quei visi che mostrano una somiglianza con il tuo, dal momento che parrebbe che spesso queste somiglianze ci compiacciano; e se tu fossi brutto non sceglieresti visi affascinanti, ma andresti creando brutti visi, come molti pittori le cui figure spesso somigliano al loro creatore; per questo scegli i visi belli come ti ho detto, e fissali nella tua mente". MS. 2038 Bib. Nat. 27r. (*)
Forse quindi il fascino universale ed enigmatico della Monna Lisa deriva dal fatto che Leonardo semplicemente combinò "i tratti migliori di molti bei visi, dei quali la bellezza è riconosciuta dal giudizio generale", come egli stesso afferma. Forse questa semplice ma elegante strategia può essere applicata ad altre aree che non siano il ritratto. E forse insegnando di più a noi stessi ed alle persone che ci stanno intorno i "processi che portano i geni ai loro risultati" piuttosto che i "risultati dei loro processi", potremmo raggiungere un moderno rinascimento delle abilità umane. Come affermò Leonardo alla fine di uno dei suoi quaderni: "Queste leggi sono intese ad aiutarti ad emettere un giudizio libero e buono; il buon giudizio deriva dalla buona comprensione, e la buona comprensione viene dalla ragione esercitata con buone leggi, e le buon leggi sono le figlie di una accurata esperienza, che è la madre comune di tutte le scienze e le arti". C.A. 221 V.D. (*)
Ciò che fa di uno come Leonardo da Vinci una persona così speciale non sono semplicemente i risultati della sua creatività , ma il suo processo creativo. I disegni nei suoi quaderni non sono soltanto immagini di ciò che lui vedeva nel mondo attorno a sé, ma anche di come il suo pensiero elaborava queste stesse immagini. Le cose che dimostrò alle persone su come pensare in maniera creativa sono importanti quanto i lavori che produsse. Molte persone hanno prodotto molti bei quadri. Leonardo utilizzò le sue abilità artistiche per tentare di scoprire qualcosa del mondo che lo circondava e di usare queste scoperte per migliorare questo mondo. Egli possedeva un meta programma ed una strategia che gli consentivano di generalizzare la sua creatività a molte aree differenti.
La strategia creativa di Leonardo da Vinci:
1) Suddividi il sistema in un set di elementi base 2) Identifica degli esempi del risultato che vuoi ottenere 3) Prendi un elemento base da ogni esempio e combinali insieme 4) Focalizza i tuoi occhi su un muro, le nubi, i prati eccetera e cerca forme e movimenti correlati alla tua soluzione 5) Visualizza il risultato da tre punti di vista differenti.
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(*) Nota: le citazioni di Leonardo da Vinci sono state ri-tradotte dall'inglese. |