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Guida al successo: Scrivi a Mario Furlan (5)

Di: Mario Furlan

Mario Furlan risponde alle domande dei lettori, con il suo stile pragmatico e diretto.

 

Caro Dott. Furlan,
sto cercando lavoro, e ogni colloquio di lavoro è un’incognita. Mi accorgo che ad alcuni selezionatori sto simpatico, mi accolgono bene, mi sorridono, mentre ad altri penso di essere antipatico. Lo noto da come mi guardano, e anche da quello che mi dicono. C’è un modo per piacere a tutti? Magari anche alle donne?!
Piercarlo, 28 anni

Caro Piercarlo,
ciascuno di noi è attratto da chi sente simile a sé. Conosci il proverbio “chi si somiglia, si piglia?” Esprime una verità banale da quanto è ovvia: ci piacciono le persone che condividono i nostri interessi, le nostre visioni del mondo, le nostre convinzioni, mentre non ci piace chi ci contraddice. E’ normale: i tifosi di una squadra amano i propri compagni di fede calcistica e non i tifosi avversari, chi ha un’idea politica ama chi la condivide e non chi la combatte, gli appassionati di ippica stanno bene tra di loro e meno con quelli di filatelia. E l’elenco potrebbe continuare all’infinito…
Come fai, in pochi minuti, a far capire a chi hai di fronte che tu gli sei simile? Puoi dirglielo a parole, ma difficilmente ti crederà: più probabilmente penserà che te lo vuoi intortare, soprattutto se non ti conosce. Oppure puoi ricalcare il suo linguaggio non verbale, ma senza farti notare: è un modo più sottile per conquistare la sua fiducia.
Si tratta, in sostanza, di imitare due cose:
1. i movimenti del suo corpo. Attento: non dovrai scimmiottarlo pappagallescamente, del tipo lui si gratta l’orecchio e lo fai anche tu, bensì seguire indirettamente i suoi gesti. Lui tamburella con le dita? Tu lo fai con il piede. Lui si aggiusta la cravatta? Tu ti sistemi il colletto.
2. la sua voce. Naturalmente non avrai lo stesso timbro di voce (ed è meglio così!), ma potrai sintonizzarti sul suo volume e sulla sua velocità di parlata.
Questo ricalco si chiama “mirroring”, ovvero rispecchiamento: perché rispecchi gesti e voce del tuo interlocutore. Spesso lo si applica spontaneamente: vai in una certa regione, e dopo un po’ adotti l’accento locale; sei in un gruppo di persone, e cominci a vestirti come loro, a parlare come loro, ad avere i loro interessi. I ragazzi tendono ad “intrupparsi”, a comportarsi, pettinarsi e abbigliarsi come i loro modelli di riferimento. Ma lo fanno anche gli adulti: hai notato che in Irak molti uomini, e tutti i ministri, portano i baffi come Saddam Hussein?
Se praticherai il mirroring chi ti sta di fronte avvertirà di avere di fronte qualcuno che gli somiglia molto, e non potrà evitare di provare simpatia per te. Per questo ti consiglio di applicarlo nei colloqui di lavoro, ma non con gli amici o con le ragazze. Perché un conto è il lavoro e un altro è l’amicizia e l’amore. Lì devi essere te stesso al cento per cento.

Per avere la risposta di Mario Furlan alle tue domande scrivigli a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Mario Furlan è formatore e docente di Teoria e tecnica della comunicazione all’università di Castellanza (Varese). Ha scritto il libro “Risveglia il campione in te!” (Edizioni Franco Angeli).

 

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