| La Natura Sistemica di Mente e Corpo e il suo rapporto con la salute |
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Di: Tim Hallbom e Kris Johnson Hallbom Un contributo interessante ed originale per considerare in maniera nuova il rapporto mente - corpo.  La nozione causa-effetto ha reso nel mondo occidentale le guarigioni molto più difficili di quanto avrebbero potuto essere. Guarire sarebbe molto più facile se le persone assumessero un approccio sistemico alla guarigione e al benessere. L'intera natura del pensiero sistemico ruota attorno alle leggi che lo governano, alle relazioni tra i sistemi, all'esterno degli stessi e ai confini che li separano. La maggior parte dei medici odierni operano, con le migliori intenzioni, con i limiti del pensiero lineare ogni volta che cercano di aiutare un paziente a stare meglio. Farebbero senz'altro un lavoro migliore se adottassero un approccio sistemico. Il pensiero sistemico opposto a quello lineare Anziché concentrarsi solamente sulle "cause ed effetti" alla base della malattia del paziente o delle sue condizioni di salute, il medico che assume una prospettiva sistemica ha la possibilità di concentrarsi maggiormente sui fattori sistemici che gravitano attorno alle condizioni del proprio assistito, ad esempio il suo ambiente domestico e quello lavorativo; il rapporto con le persone che gli stanno attorno e quello con il proprio sé fisico, mentale, emotivo, sociale e spirituale. Il primo e più importante passo sulla via della guarigione, quando si usa un approccio sistemico, consiste nel far immaginare al paziente o al cliente il suo stato ideale di salute e benessere. Stabilire un obiettivo aiuta enormemente il processo di cambiamento grazie all'abilità del cervello di funzionare perfettamente come meccanismo cibernetico. Una volta che il cliente, o paziente, ha il risultato chiaro nella propria testa, il cervello risponderà naturalmente, organizzandosi e muovendosi verso l'immagine o la convinzione creata per sentirsi meglio. Egli creerà automaticamente un feedback autocorrettivo e il cervello troverà sistematicamente le risposte immunologiche per guidarlo verso l'obiettivo finale (1). Afferma Robert Dilts che i modelli sistemici sono diversi da quelli statistici o lineari per il fatto che operano con il feedback proveniente dalla totalità dei sistemi, sistemi nei quali gli eventi, in qualunque posizione si trovino, avranno in futuro effetti in ogni posizione del sistema. Una particolare causa ed effetto non può essere isolata dal proprio contesto. Quindi, ogni singola parte deve essere considerata e misurata considerando il sistema nel suo complesso. Il comportamento umano, le condizioni di salute e di esperienza sono in genere l'indubbio risultato di un siffatto sistema. Per questo motivo, ogni modello soddisfacente dell'esperienza umana, del comportamento, della fisiologia ed epistemologia deve essere di natura sistemica (2). I filosofi greci hanno rivolto la loro attenzione al pensiero lineare nel V secolo A.C. Le idee di causalità formate dai biologi dell'evoluzione supportano le affermazioni analitiche di Hume. Ad esempio, come possiamo descrivere l'evoluzione dell'uovo rettileo in termini di causa ed effetto? Stando alla teoria evoluzionista, l'uovo rettileo è il risultato di mutazioni accidentali. Molti eventi hanno dovuto succedersi per lo sviluppo dell'uovo. Tra le mutazioni che hanno prodotto il guscio e quelle che hanno portato alla formazione dell'embrione potrebbe anche non esistere connessione causale; tutti questi avvenimenti possono essere avvenuti casualmente. E in assenza di siffatte connessioni, com'è stato possibile l'intero processo? Da questo punto di vista, l'uovo rettileo ci appare come il risultato di una serie di improbabili e fortuite coincidenze. Ne consegue che la risposta più logica al dilemma ancestrale dell'uovo rettileo si ha osservando il fenomeno con le lenti del pensiero sistemico. Il punto di tutto questo sta nel notare la differenza tra il pensiero sistemico e quello lineare; che si orienta più verso il concetto di causa e effetto. Ricordiamoci sempre che siamo un sistema di interazioni e anche un sistema in un sistema all'interno di un altro sistema. Le interazioni in un essere umano, tra gli esseri umani ed il loro ambiente hanno natura sistemica e rispondono a principi sistemici. I nostri corpi, le nostre relazioni interpersonali e le nostre società formano un'ecologia di sistemi e sottosistemi che si influenzano reciprocamente (4). Il processo di interazione tra questi sistemi ha un ruolo chiave nella nostra salute e nel benessere personale. Nei paragrafi che seguono, il processo di interazione tra mente e corpo sarà esplorato più a fondo. In che modo le mappe mentali influenzano il corpo? Uno dei presupposti base della PNL è che la mappa non è il territorio. Ognuno di noi possiede i propri filtri percettivi della realtà e quindi la propria mappa del mondo. I filtri che la vita ci ha creato influenzano la nostra mappa della realtà . Ogni giorno ci addentriamo in simili territori; ma usando differenti filtri e mappe diverse, altrettanto differenti ci appaiono questi territori. In quanto esseri umani, non conosciamo mai la realtà perché ne facciamo esperienza attraverso i nostri cinque sensi, e i sensi sono limitati. Per questa ragione, tendiamo a rispondere non tanto alla realtà quanto alle nostre mappe della realtà . Ognuno di noi ha la propria visione del mondo e tale visione si basa sulle mappe neurolinguistiche che abbiamo formato. Sono queste mappe neurolinguistiche a determinare il modo in cui interpretiamo e reagiamo al mondo che ci circonda e il significato che diamo ai nostri comportamenti e alle nostre esperienze. Molto più, quindi, della semplice realtà . Risulta quindi chiaro come non sia tanto la realtà esterna a limitarci, constringerci o impoverirci quanto le nostre mappe della stessa (5). Uno degli ingredienti principali delle nostre mappe della realtà sono gli imprinting. Un imprinting è un ricordo formatosi in tenera età e che funge da fondamento alle convinzioni limitanti e potenzianti che formiamo da bambini. Alcune convinzioni limitanti sviluppate a quest'età non sono sempre salutari, e sono il risultato di esperienze traumatiche o confuse che abbiamo dimenticato. Come consciamente e incosciamente vediamo il mondo in termini di salute è generalmente basato su queste convinzioni. Un imprinting collegato ad una convinzione poco salutare può creare seri problemi al sistema immunitario. Non dobbiamo dimenticare che il cervello è sistemico, il che significa che se nella vita si creano convinzioni non salutari sulla base degli imprinting inconsci, il cervello cercherà di autocorreggere tali immagini o convinzioni sotto forma di risposte immunologiche. Anche se le convinzioni limitanti sono dimenticate o represse, il cervello ha ancora la capacità di fungere da catalizzatore per condizioni di salute non desiderabili; il tutto grazie alle sue capacità sistemiche. Molte risposte immunologiche non salutari sono il risultato di convinzioni limitanti create da esperienze traumatiche o da confusione. Tali convinzioni contengono due aspetti che esistono nell'imprinting o nella memoria. Uno è il modo in cui viene percepito il trauma o la confusione da bambini, il ricordo o le sensazioni del bambino che ancora esiste nell'imprinting. L'altro aspetto che incorporiamo quando da piccoli subiamo un trauma è il punto di vista delle altre persone presenti al momento dell'evento, persone come i familiari, gli insegnanti o gli amici. È durante la formazione di questi primi imprinting che prendono corpo le convinzioni limitanti. Esse sono capaci di manifestarsi sistematicamente negli anni futuri sotto forma di una malattia o di altri disturbi. (6). In che modo le convinzioni influenzano il territorio? La nozione di convinzione e di salute è un concetto che viaggia fianco a fianco con quello di mappa e territorio. Se la mente è la mappa e il corpo il territorio, le convinzioni consce e inconsce sulla nostra salute ci influenzeranno sistematicamente, allo stesso modo dei livelli neurologici di cambiamento (ad es. l'ambiente, il comportamento, le capacità , valori e convinzioni, identità e fino ad una certa concorrenza anche la spiritualità ). (7) Manifestazioni fisiche negative e problemi psicosomatici, generalmente basati sulle convinzioni, sono apparentemente il risultato dell'interazione di corteccia cerebrale, sistema limbico ed ipotalamo in relazione con il sistema neurovegetativo, endocrino e con i neuropeptidi. Nello stesso respiro, l'abilità di guarigione - creando convinzioni salutari al posto di quelle vecchie e limitanti - è resa palese per mezzo delle stesse interazioni cerebrali. (8) Al centro di questa straordinaria attività è l'ipotalamo, che riceve segnali da tutte le parti del sistema nervoso, funzionando da unità centrale per lo scambio delle informazioni sul benessere dell'intero corpo. L'ipotalamo è situato esattamente al centro del sistema limbico. Nonostante sia una struttura relativamente piccola (paragonabile alle dimensioni di un pisello e pesante solo pochi grammi) è molto importante. Controlla il sistema nervoso autonomo composto dai sistemi simpatico e parasimpatico; crea risposte eccitatorie e inibitorie all'interno del nostro corpo; controlla le funzioni endocrine e organizza comportamenti riferibili alle funzioni vitali (fame, sete, attività sessuali, di difesa ed attacco). L'ipotalamo integra le funzioni sensoriali, cognitive ed emozionali della mente con la biologia del corpo. (9) La funzione regolatoria dell'ipotalamo scoperta più di recente è quella sul sistema immunitario. Afferma Ernest Rossi, autore di The Psychobiology of MindBody Healing, che esistono dei meccanismi psicofisiologici nei quali l'ipotalamo può alterare le attività immunitarie cellulari e ormonali all'interno del sistema limbico (10). Inoltre, poiché il sistema immunitario è situato all'interno del lobo limbico e quest'ultimo costituisce il centro delle nostre funzioni cognitivo-emozionali, ed alcune emozioni e convinzioni sono legate a determinati imprinting della mente inconscia, diventa possibile vedere e capire come diventiamo suscettibili a condizioni di salute negative nonché alle relative malattie. Rossi afferma inoltre che il sistema nervoso autonomo viene tradizionalmente indicato come il veicolo attraverso il quale l'ipnosi terapeutica raggiunge i suoi effetti biologici (11). Se ciò corrisponde a verità , sembra evidente che il sistema nervoso autonomo svolge le medesime funzioni negli interventi di PNL. Sulla base di queste informazioni, diventa logico pensare che se si cambiano le convinzioni di una persona diviene così possibile cambiarne lo stato fisico in quello di salute e benessere, posto che il nuovo stato sia ecologico all'interno dell'intero sistema e ai livelli neurologici di cambiamento. Usare la PNL per creare cambiamenti sistemici nel corpo e nella mente La Programmazione Neurolinguistica può aiutare una persona nell'infinità di blocchi che le impediscono di autoguarirsi. Uno dei blocchi più comuni è l'incapacità che le persone hanno di credere nei propri processi di guarigione. Quando una persona pensa di non poter migliorare, non farà ciò che è necessario per sentirsi e stare meglio. In Changing Belief Systems with NLP, Robert Dilts afferma che molte persone con difficoltà a riprendersi da una malattia adottano spesso una delle seguenti convinzioni: Mancanza di speranza: con questa visione, una persona ritiene non possibile un risultato positivo. Semplicemente, non c'è speranza Impotenza: una persona sente o ritiene di non avere le capacità di stare meglio (migliorare la propria salute). Espressioni tipiche di questa convinzione sono: non sono abbastanza bravo, non ho le capacità di autoguarirmi. È possibile guarire, ma io non ne sono capace. Mancanza di valore: se una persona sente di non valere niente, penserà di non meritarsi di guarire. Affermazione tipica è non merito di star bene in salute. (12) Quando si lavora a delle convinzioni limitanti come quelle appena viste, l'obiettivo principale dell'operatore di PNL è quello di spostare il cliente dallo stato angoscioso nel quale si trova a quello desiderato di salute e benessere. Ciò sarà realizzato aiutandolo a formare convinzioni appropriate al modo da lui scelto di superare la propria condizione. Esiste una grande varietà di processi di PNL per questo scopo. Esempio Tim Hallborn e Suzi Smith, trainer e autori di PNL, hanno usato questi metodi per curare una donna affetta da cancro alla tiroide che aveva subito due biopsie in entrambe le quali era stata diagnosticata positiva al cancro. Tim e Suzi hanno passato 4 ore con questa donna, in due sedute. Quando la donna è tornata dal suo medico curante, questi le disse che il suo cancro sembrava più piccolo, ma decise ugualmente per l'operazione perché un'ulteriore attesa sarebbe stata molto pericolosa. Durante l'intervento si rese conto che il cancro non era più maligno. (13) Nelle quattro ore di trattamento, Tim e Suzi hanno effettuato sulla donna alcuni reimprinting (14), aiutandola ad integrare alcuni conflitti profondamente radicati nel suo profondo, aiutandola ad identificare le finalità e le intenzioni positive dietro tali conflitti. Uno dei presupposti della PNL è che dietro ogni conflitto, convinzione limitante o problema esiste un'intenzione positiva. Ciò significa che alcuni tratti della persona beneficiano di questi comportamenti limitanti, altrimenti il loro comportamento non agirebbe in tal modo. (Esempio classico è quello dell'adolescente che inizia a fumare per attirare l'attenzione. Nonostante il fumare non sia salutare, la mente potrebbe ritenere tale forma di attenzione positiva). È stato osservato che gli obiettivi della donna erano in conflitto fra loro. Quando due obiettivi sono in contrasto tra loro, si innesca una lotta con se stessi. Hallbom afferma che un modo per lottare è quello di sviluppare una malattia come il cancro. Mentre lavorava con la donna, Tim l'ha aiutata a ridefinire, identificare ed integrare i propri obiettivi. Una volta integrati, l'hanno aiutata a passare al risultato desiderato di salute e benessere. Fino a quando non sappiamo quali siano gli aspetti positivi delle convinzioni limitanti o dei conflitti, non è possibile procedere, ed è per questo che la PNL e il pensiero sistemico sono strumenti preziosissimi per aiutare le persone con problemi di salute (15).  Bibliografia ( 1) Dilts, R., T. Hallbom and S. Smith, Beliefs: Pathways to Health and Well-Being, Portland, OR: Metamorphous Press, 1990.Trad. it. Convinzioni, Astrolabio Kris Johnson Hallbom è scrittrice e co-direttore del NLP Institute of California . Studia da lungo tempo la PNL e il pensiero sistemico, ed ha una laurea in Psicologia e Linguistica. |