| Form-azione: Vivere un’esperienza in gruppo |
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Di: Giovanna Combatti Il cambiamento non si può soltanto teorizzare: lo si deve provare.
Ne siamo tutti sempre più convinti: il cambiamento è la filosofia da abbracciare con decisione. Il cambiamento tuttavia non si può teorizzare, lo si può solo provare. Per questo motivo nelle aziende si è sempre più spesso spinti a tirare fuori “lo spirito da esploratore” che c’è in noi. Bisogna insomma uscire dalle aule per affrontare il tema e l’ansia del cambiamento. In aula lo si può solo vivere come esortazione: il cambiamento bisogna farlo, bisogna dunque vivere un’esperienza assieme a coloro che vogliono cambiare. Alla base c’è la scelta della metafora, come potrebbe essere ad esempio una discesa fra le rapide di un fiume. Il gruppo si sposta nello spazio e nel tempo: la discesa in gommone è la metafora del mercato. Verso dove si cammina? Indietro, avanti, di lato, stiamo andando nella direzione sbagliata? Nell’esperienza di gruppo si sperimentano tutte le situazioni: il gruppo è quello che prende in mano la scena, il timone dell’organizzazione. Non si lavora sulla prestanza fisica: bisogna usare la testa, la nostra risorsa che non sempre in azienda viene utilizzata con tutte le sue potenzialità. Bisogna pensare, dunque. Il gruppo prima di tutto si allena a pensare. Per dirlo in altro modo si tratta di usare più velocemente la testa per usare meglio le mani. Insomma Ulisse, e non Ercole, è l’eroe cui ci si ispira. L’allenamento è dunque verso il ricorso all’ingegno. Come qualcuno ha detto: bisogna usare tutti “i chili di cervello” di cui la natura ci ha dotato…. Stiamo usando la capacità di interazione delle persone? Dunque pensiero e movimento “giocati” in gruppo sono gli ingredienti di una formazione che si fa azione. |