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Guida al successo: Scrivi a Mario Furlan (8)

Di: Mario Furlan

Mario Furlan risponde alle domande dei lettori, con il suo stile pragmatico e diretto.

 

Per me giocare a calcio è molto importante. Gioco da portiere a livello dilettantistico, ma mi succede di avere tanta paura  prima di entrare in campo. E nel gioco la  paura mi blocca e mi fa sbagliare.
Antonio, 33 anni, Napoli
 

Ho l'impressione che per te giocare a calcio fin troppo importante. La paura di sbagliare ti attanaglia, vero? Ti paralizza. Ti impedisce di giocare bene, esprimendo le tue doti. E' un circolo vizioso: peggio giochi e più ti deprimi. Più di deprimi più fesserie commetti.
Come uscirne? Cominciando a prendere le cose con distacco. Prova a non considerare il calcio una ragione di vita, ma soltanto un bel gioco. Invece ora attribuisci a una partitella amatoriale un'importanza esagerata. E più importanza le attribuisci, più ti innervosisci e meno riesci a giocare serenamente.
Prova a ragionare a mente fredda e a calarti nella peggior situazione possibile: quella in cui vieni cacciato dalla squadra perché non pari neanche un tiro in porta. Spiacevole, certo. Ma non drammatico. La vita continuerebbe lo stesso. Accetta questa eventualità. Mettiti il cuore in pace: ti servirà a sentirti più tranquillo e leggero. Come se ti fossi tolto un peso dallo stomaco. E poi comincia a migliorare la situazione. A capire come migliorare.  Ad esempio imparando semplici tecniche che ti aiutano a rilassarti. Come la respirazione addominale, lenta e profonda. E la visualizzazione della partita prima che questa avvenga: la immagini negli occhi della mente. Vedrai che inizierai a dissolvere la tensione e quindi a giocare meglio.

Sono responsabile di un call center. Sono molto dinamico e sogno di gestire una mia attività imprenditoriale. Ma più tempo passo a lavorare, più mi rendo conto che non riesco a sottostare a un superiore… o forse non ho ancora trovato il lavoro giusto!
Ciro, 28 anni, Roma

Credo proprio che un lavoro da dipendente non faccia per te. Sei un ragazzo intraprendente e capace,  visto che così giovane hai già un incarico di responsabilità. Ma sogni di creare la tua azienda. E di doverne rendere conto soltanto a te stesso. Impara più che puoi dal lavoro attuale, dove coordini altre persone. Sii un vero leader, tale per i proprio meriti e non perché calato dall’alto. Tratta quanti lavorano con te collaboratori, non subordinati. Avrai posto le basi per la realizzazione del tuo sogno futuro.

Sono agente immobiliare ma le cose vanno male, e per andare avanti mi trovo costretto a fare un lavoro part-time di supporto. Ma nel mio paesino tutto quello che trovo è un lavoro come cameriere o commesso.  Ovviamente non posso presentarmi la mattina a casa dei potenziali clienti come agente immobiliare e poi farmi trovare la sera a servirgli la cena al ristorante. Ma non voglio rinunciare a fare il lavoro che mi piace.
Adriano, 24 anni

No, non puoi: ne andrebbe della tua credibilità. Purtroppo il mondo è fatto anche di apparenza. Non c’è niente di male che un ragazzo si mantenga da cameriere mentre cerca di farsi strada come libero professionista. Ma agli occhi dell’opinione pubblica i due ruoli sono talmente diversi che chi li ricopre entrambi perde di immagine in quello considerato superiore (nel tuo caso, l’agente). Allora, cosa fare? Primo, non mollare l’attività immobiliare. Hai 24 anni e la vita davanti, un momento difficile non deve scoraggiarti. Secondo, fai il cameriere in un paese vicino, o comunque dove ci sono meno possibilità di venire riconosciuto.  E se disgraziatamente ti trovassi a servire un tuo cliente non arrossire, ma digli con orgoglio, fissandolo negli occhi: sì, faccio il cameriere perché voglio avere successo come agente immobiliare senza pesare sulla famiglia. Non ho chiesto prestiti e credo nella gavetta. Scommetto che ti apprezzerà.

Ho deciso di intraprendere un'attività multilivello. Ma ho tutti contro. E non riesco a scrollarmi di dosso il nervoso che giornalmente mi recano quelli che mi vogliono dare i loro "consigli da esperti in tuttoâ€
Roberta, 35 anni

Accetta il consiglio di Dante: Non ti curar di loro, ma guarda e passa. Anzi, ascolta e passa. E’ giusto ascoltare gli altri: alcuni puntano a demolirti con le loro critiche, ma c’è anche chi vuole davvero aiutarti. E magari individua pericoli che tu, nel tuo entusiasmo, non vedi. Raccogli tutti i commenti altrui, poi passali in rassegna e trattieni i più utili. Ma alla fine soltanto tu puoi decidere. E mi sa che non hai ancora davvero deciso.  Perché se tu lo avessi fatto, e il dado fosse già tratto, le parole degli altri non ti disturberebbero più di tanto.

 

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